Progetto “Ascolto Tavolo Giovani”

Che cosa è emerso dal questionario:

I form compilati da giovani tra i 12 e i 18 sono stati 207, somministrati attraverso reti associative vaste e condivisione di link su whatsapp, la mappatura ha quindi raggiunto giovani con background e interessi diversi, dalle associazioni sportive alle parrocchie, passando per doposcuola e laboratori culturali fino alle scuole stesse.

Alcuni dati interessanti raccolti dall’analisi delle parole ricorrenti emerse dal questionario: la percezione di un clima sociale pesante e di discriminazioni, di controlli su cose poco pesanti e pochi controlli su cose gravi ma al contempo la necessità di sentirsi sicuri nell’attraversare e vivere la città (camminare senza sentirsi a disagio o avere paura, vivere in una città sicura). Dalle risposte emerge il desiderio di una città più accogliente e inclusiva (zero razzismo e omofobia; rispetto per gli stranieri; gentilezza; essere capita come giovane) dove potersi esprimere, avere spazi di aggregazione (parchi, centri ricreativi), il cosiddetto third place: uno spazio pubblico di riferimento, diverso da casa (first place) e scuola/lavoro (second place). A sottolinearne l’importanza è il sociologo Ramon Oldenburg, che nel suo libro “The Great Good Place” spiega che il terzo posto è fondamentale per la società civile, per la democrazia, per l’impegno civico e per la creazione di senso di appartenenza, come una sorta di ancora, in cui incontrare volti familiari ma anche nuovi di persone che non hanno alcun obbligo di essere lì.

I giovani intervistati esprimono la paura di fallire, di deludere la famiglia o di perderla, sottolineando una certa fragilità tipica dell’adolescenza che è amplificata dal contesto sociale e politico: si è sempre in costante crisi, tra clima, diritti, guerra, economia. Tra i desideri espressi emerge la voglia di affermazione e avere successo, sia in campo sportivo che economico (diventare un campione; fare tanti soldi), desideri che sono legati a un riconoscimento sociale e di prestigio che viene individuato in due figure specifiche: sportivi e milionari. La generazione attuale viene polarizzata tra qualità positive e negative che ci danno una lettura reale della complessità della generazione di oggi pervasa da contrasti interni. I giovani modenesi percepiscono la loro generazione come creativa, originale e aperta al nuovo. Molti si definiscono innovativi, curiosi, coraggiosi, pronti a guardare le cose da una prospettiva diversa e a sperimentare nuovi modi di esprimersi. C’è un forte senso di energia, voglia di fare e di distinguersi, ma anche di cercare un’identità personale in un mondo complesso.

Proposte:

1. Puntare sulla prevenzione, non solo sul contenimento

Quando si parla di ragazzi-e/giovani, è importante distinguere tra prevenzione e contenimento del disagio.
Il contenimento interviene quando il problema è già evidente.
La prevenzione, invece, significa agire prima, creando opportunità, spazi e relazioni positive che evitino l’insorgere di situazioni critiche.

L’idea è quindi quella di investire in progettualità continuative rivolte ai ragazzi-e/giovani, con l’obiettivo di:

  • favorire il senso di appartenenza alla comunità;
  • offrire alternative di aggregazione;
  • creare occasioni di confronto e crescita.

Una progettualità rivolta ai ragazzi/e-giovani dovrebbe essere il più possibile efficace, dovrebbe partire proprio da qui: costruire condizioni positive prima che emergano difficoltà.

2. Spazi gratuiti per i giovani con presenza educativa

Uno dei bisogni più concreti riguarda la disponibilità di spazi fisici gratuiti, dove i ragazzi/e-giovani possano incontrarsi in modo libero ma in un contesto ‘sicuro’.

Si propone di:

  • valorizzare spazi già esistenti (come la Tenda, parchi pubblici, spazi associativi, polisportive o ambienti parrocchiali inutilizzati);
  • rendere questi luoghi accessibili e riconoscibili come punti di riferimento per i giovani.

Fondamentale è però la presenza di un presidio educativo. Non basta mettere a disposizione uno spazio: è importante che ci siano figure adulte di riferimento (educatori, tutor, operatori) che possano:

  • accompagnare i ragazzi;
  • supportare le dinamiche di gruppo;
  • prevenire eventuali criticità.

Questo richiede un investimento (anche economico) da parte dell’Amministrazione Comunale, ma rappresenta una scelta strategica di prevenzione, con ricadute positive, nel tempo, per tutta la comunità.

3. Riqualificare e valorizzare gli spazi già presenti

Prima di pensare a nuove strutture, potrebbe essere utile avviare una mappatura degli spazi già presenti sul territorio, spazi che potrebbero essere recuperati o meglio utilizzati, valutando operazioni di co-progettazione insieme a gruppi di giovani ed enti di Terzo Settore.

Un esempio potrebbe essere la loro riqualificazione prevedendo:

  • spazi per attività sportive o culturali;
  • aree di aggregazione libere;
  • un sistema di gestione e tutoraggio.

Non si tratta solo di manutenzione, ma di dare nuova vita a luoghi già esistenti, rendendoli realmente fruibili e integrati nel tessuto sociale cittadino.

Questa scelta rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione verso i ragazzi/e – giovani e verso la qualità degli spazi urbani.

 4. Promuovere una narrazione positiva sui giovani e proporre una formazione condivisa

Nei fatti di cronaca, sui giornali e nei telegiornali, spesso si tende a dare risalto solo agli episodi negativi che coinvolgono i giovani. Questo rischia di creare un’immagine parziale e altamente penalizzante.

Si propone di affiancare a questa narrazione una comunicazione più equilibrata, che valorizzi:

  • esperienze positive dei ragazzi/e-giovani (che sono comunque numerose);
  • progetti realizzati dai ragazzi/e-giovani;
  • iniziative di partecipazione e impegno giovanile;
  • formazione aperta a tutti coloro che seguono progettualità o attività con i giovani (educatori, formatori, cittadini dei controlli di vicinato ecc…)

L’Amministrazione Comunale potrebbe sostenere e promuovere le buone pratiche presenti sul territorio, contribuendo a costruire un clima di fiducia e collaborazione. Raccontare il positivo non significa ignorare le difficoltà, ma riconoscere e sostenere le energie sane della comunità.

In sintesi:

Il Progetto “Ascolto – Tavolo Giovani” vuole essere uno spazio di dialogo tra Ragazzi/Giovani e il Forum del Terzo Settore, con l’obiettivo di collaborare con l’Amministrazione Comunale su un’idea di città attraversabile da tutte le generazioni. Il progetto intende definire e attuare una metodologia strutturata per la mappatura sistematica delle sedi disponibili sul territorio comunale, accompagnata da azioni formative dedicate e finalizzate a mettere in relazione e valorizzare le esperienze positive dei giovani, rafforzando l’impatto sulla comunità. Investire sui ragazzi/e-giovani significa investire sul futuro della città. Attraverso la prevenzione, spazi adeguati e valorizzazione delle esperienze positive è possibile rafforzare il senso di comunità e promuovere una crescita condivisa.

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